Chiamarla “Africa” è comodo e fuorviante: tra il Cairo e Città del Capo ci sono ottomila chilometri, più di quanti ne separino Lisbona da Teheran. Non esiste un clima africano, una cucina africana o una cultura africana. Esistono regioni che non hanno quasi nulla in comune.
Le grandi aree
Africa orientale: savane, grandi parchi, il Rift e l’Oceano Indiano. È dove si va per il safari classico. Africa australe: deserti, delta, cascate, e le migliori strade del continente per chi guida da sé. Isole dell’Oceano Indiano: Madagascar, un continente in miniatura con fauna che non esiste altrove. Nord Africa: Mediterraneo, deserto e civiltà antichissime. Africa occidentale e centrale: foreste equatoriali, culture densissime, turismo ancora agli inizi.
Perché la fauna sta soprattutto a est e a sud
Per una ragione geografica: le savane aperte dell’altopiano orientale e australe permettono grandi erbivori in branchi enormi e i predatori che li seguono. Le foreste equatoriali hanno biodiversità altissima ma animali difficili da vedere, perché la vegetazione li nasconde.
Quanto tempo serve
Sotto i sette giorni si vede un solo ambiente. Con otto-dieci giorni si combinano due o tre parchi, oppure safari e mare. Con quattordici si attraversa un paese per davvero. Le distanze interne sono la variabile che quasi nessuno considera: in Madagascar sei ore di strada coprono duecento chilometri.
Da dove si comincia di solito
La Tanzania è il primo viaggio più frequente, perché concentra in poche ore di jeep Serengeti, Ngorongoro e Tarangire, e ha Zanzibar a un’ora di volo. Il Kenya è l’alternativa per chi vuole camminare. La Namibia per chi vuole guidare.