Leone, leopardo, elefante, bufalo e rinoceronte. Il termine non nasce dalla maestosità ma dalla pericolosità: erano i cinque animali considerati più rischiosi da cacciare a piedi. Oggi è diventato un elenco da spuntare, ed è il motivo per cui conviene conoscerne il senso prima di partire.
Leone
Il più facile da avvistare nei grandi parchi. Nel Serengeti la popolazione supera i duemilacinquecento esemplari. Dorme fino a venti ore al giorno: vederlo cacciare è raro, vederlo sdraiato è quasi garantito.
Leopardo
Il più difficile. Solitario, notturno, si nasconde tra i rami delle acacie o nei kopjes granitici. La valle di Seronera nel Serengeti e il South Luangwa in Zambia sono tra i posti migliori per cercarlo.
Elefante
Presente ovunque, ma in concentrazioni spettacolari nel Tarangire in stagione secca e a Hwange in Zimbabwe, dove centinaia di esemplari si radunano attorno alle pozze.
Bufalo
Il meno fotografato e statisticamente tra i più pericolosi. Si muove in mandrie che possono superare il migliaio di capi.
Rinoceronte
Il più raro, e il più minacciato dal bracconaggio. In Tanzania si avvista quasi esclusivamente a Ngorongoro. Alcuni lodge e parchi non comunicano la posizione degli esemplari proprio per proteggerli. In Namibia, a Etosha, il rinoceronte nero si osserva anche di notte alla pozza illuminata di Okaukuejo.
Cosa ti diranno le guide serie
Che non possono prometterteli tutti e cinque. Un safari di sette giorni nei parchi del nord ne vede normalmente quattro; il rinoceronte dipende da una giornata fortunata a Ngorongoro. Chi garantisce i Big Five per contratto sta vendendo una cosa che non controlla.
E che i cinque animali più interessanti da osservare spesso non sono questi: il ghepardo che caccia, i licaoni in branco, l’ossessione dei babbuini per l’ordine sociale.