In Africa orientale non esistono quattro stagioni ma due, secca e delle piogge, e si invertono scendendo verso sud. Scegliere male il mese non rovina il viaggio, ma può farti perdere esattamente la cosa per cui sei partito.
Da giugno a ottobre: la stagione secca
È il periodo classico per il safari. L’erba è bassa, gli animali si concentrano attorno alle poche pozze e gli avvistamenti sono più facili ovunque. Giornate limpide, notti fredde: in quota, a Ngorongoro o sugli altopiani, all’alba si sta attorno ai dieci gradi.
È anche alta stagione: prezzi più alti e strutture che si esauriscono con sei-otto mesi di anticipo.
Da dicembre ad aprile: il sud del Serengeti
Le mandrie della Grande Migrazione scendono nelle pianure meridionali e a Ndutu. Attorno a febbraio nasce la maggior parte dei piccoli dell’anno: è il momento con la più alta concentrazione di predatori. Il paesaggio è verde, molto diverso dalla savana dorata delle cartoline.
Da marzo a maggio: le piogge lunghe
Piste difficili, alcuni campi chiusi, spostamenti imprevedibili. In compenso i parchi sono vuoti e i prezzi scendono sensibilmente. Non è una stagione da escludere a priori: è una stagione per chi accetta l’imprevisto.
L’Africa australe
In Namibia la stagione secca va da giugno a ottobre: è il periodo migliore per le pozze di Etosha, con notti fredde nel deserto. Alle Cascate Vittoria la portata massima arriva dopo le piogge, tra febbraio e maggio; a fine anno l’acqua è bassa e il fronte si divide in canali.
Il mare segue un calendario suo
Per Zanzibar i periodi migliori sono giugno-ottobre e dicembre-febbraio. Attenzione alle maree: sulla costa orientale l’acqua si ritira per centinaia di metri, mentre a nord si nuota a qualsiasi ora.
In Madagascar la stagione utile va da aprile a novembre; tra gennaio e marzo è stagione ciclonica. Le balene a Sainte Marie si avvistano da luglio a settembre.
Se hai solo agosto
È il mese in cui può partire la maggior parte delle famiglie italiane, ed è ottimo per il Serengeti settentrionale e per il Masai Mara. Costa di più e c’è più gente, ma la fauna è al massimo. Il consiglio pratico è uno: prenotare presto, perché i campi tendati nel nord sono pochi.