La regola che vale ovunque: passaporto con almeno sei mesi di validità residua e pagine libere, visti e autorizzazioni chiesti solo sui portali ufficiali, con qualche settimana di anticipo. Qui sotto trovi cosa serve in ogni paese in cui ti portiamo, verificato sulle schede di Viaggiare Sicuri della Farnesina.
Il passaporto
Serve in tutti i paesi, con almeno sei mesi di validità residua: in Namibia i sei mesi si contano dalla data di rientro, non da quella di arrivo. Contano anche le pagine libere: il Kenya chiede almeno una pagina interamente bianca, il Madagascar una pagina vuota nella sezione visti, lo Zambia tre pagine bianche. Chi non le ha può essere respinto alla frontiera e rimandato indietro con il primo volo.
Anche i minori viaggiano con il proprio passaporto. Per i documenti richiesti ai minori che viaggiano con un solo genitore o con altri accompagnatori, vedi la guida della Farnesina.
Tanzania e Zanzibar
Il visto è obbligatorio, anche per turismo. Ci sono tre strade. Online sul portale ufficiale visa.immigration.go.tz, in inglese, con una tassa di 50 dollari: va chiesto almeno dieci giorni prima della partenza, e in alta stagione i tempi possono allungarsi. Oppure con la procedura in italiano del Consolato onorario di Tanzania a Milano, che assiste nella compilazione: il costo sale a 79 euro, 50 di tassa e 29 di diritti consolari. Infine all’arrivo nei tre aeroporti internazionali, Kilimanjaro, Dar es Salaam e Zanzibar, pagando in dollari o con carta. Consigliamo la via online: evita la coda e le discussioni al banco.
Zanzibar richiede in più un’assicurazione obbligatoria della Zanzibar Insurance Corporation: 44 dollari a persona (tariffa ridotta per i minori), valida 92 giorni, da acquistare su inbound.visitzanzibar.go.tz. Vale per tutto l’arcipelago, Pemba compresa.
Novità dal 1° ottobre 2026: anche chi entra nella Tanzania continentale deve avere l’assicurazione obbligatoria della National Insurance Corporation (NIC): 44 dollari a persona, valida 92 giorni, da acquistare su inbound.nicinsurance.co.tz. La Farnesina indica la regola così: chi entra dal continente acquista la NIC, chi entra da Zanzibar la ZIC. Per un viaggio con safari e mare verifichiamo per te, al momento della prenotazione, se la polizza della prima meta copre anche la seconda. Non sostituisce un’assicurazione sanitaria completa: la Farnesina segnala casi di spese non coperte e di ospedali che non hanno accettato pazienti con la sola polizza locale. Come funziona, nel dettaglio.
Con il visto turistico non è permesso lavorare, nemmeno come volontari: le autorità controllano e sanzionano.
Kenya
Dal 1° gennaio 2024 il visto non esiste più: serve l’eTA, l’autorizzazione elettronica di viaggio, da chiedere prima della partenza solo sul sito etakenya.go.ke. Costa a partire da 30 dollari (il portale prevede un supplemento per la procedura urgente), il rilascio richiede circa tre giorni lavorativi e si può chiedere fino a tre mesi prima. Vale per un solo viaggio. È obbligatoria per tutti, neonati compresi, e ogni viaggiatore ha la propria: le famiglie possono fare un’unica domanda di gruppo, che rilascia un’eTA per ciascuno. Le domande presentate su altri siti vengono respinte. La guida passo passo.
Novità dal 5 ottobre 2026: chi entra in Kenya deve avere anche un’assicurazione sanitaria di viaggio obbligatoria, emessa da una compagnia keniota: 44 dollari a persona più le imposte, valida tre mesi dall’ingresso, con un massimale di almeno 50.000 dollari. Si acquista sul portale governativo insurance.ecitizen.go.ke, anche separatamente dalla richiesta dell’eTA. È richiesta a tutti i visitatori stranieri e non sostituisce l’assicurazione di viaggio stipulata in Italia.
All’ingresso servono anche il biglietto di ritorno e, come detto, una pagina del passaporto interamente bianca. Il timbro d’ingresso riporta la durata del soggiorno concessa: conviene controllarlo subito, perché restare oltre è sanzionato.
Chi combina Kenya e Tanzania ha bisogno di entrambi: l’eTA keniota e il visto tanzaniano. Per chi aggiunge i gorilla, la Farnesina segnala che il visto turistico dell’Uganda può valere anche per Kenya e Rwanda: tariffa e condizioni vanno verificate sul portale ugandese al momento della richiesta. Per Uganda e Rwanda tieni conto anche delle misure contro l’Ebola, che trovi nella guida Salute e sicurezza.
Madagascar
Il visto è obbligatorio e si ottiene all’arrivo in aeroporto, pagando la tariffa prevista: le tariffe ufficiali sono 30 euro fino a 15 giorni, 35 euro fino a 30, 40 euro fino a 60 e 50 euro fino a 90. In alternativa si può chiedere online sul portale eVisa indicato dalla Farnesina, evisamada-mg.com, tra sei mesi e sette giorni prima dell’arrivo, alle stesse tariffe. Servono il biglietto di ritorno e una pagina libera del passaporto per la vignetta.
Le somme in valuta estera superiori a 1.000 euro vanno dichiarate all’arrivo: quelle non dichiarate possono essere trattenute.
Ebola: per l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, il Madagascar può negare l’ingresso a chi, nei 21 giorni precedenti, ha soggiornato o fatto scalo in un paese colpito. All’arrivo tutti compilano una dichiarazione sanitaria e passano un controllo. Ne teniamo conto quando scegliamo voli e scali. Scheda Madagascar su Viaggiare Sicuri.
Namibia
Dal 1° aprile 2025 anche gli italiani hanno bisogno del visto, pure per soggiorni brevi. Il visto turistico costa 1.600 dollari namibiani a persona, circa 80 euro, e si chiede online con la procedura del ministero degli Interni oppure all’arrivo, ma solo in dieci punti d’ingresso: gli aeroporti di Windhoek e Walvis Bay e otto valichi di terra. Il passaporto deve avere sei mesi di validità dalla data di rientro e tre pagine libere. All’ingresso possono essere chiesti biglietto di ritorno, prenotazione dell’alloggio, assicurazione medica e un estratto conto recente. Tutti i dettagli.
Zambia e Zimbabwe
Nello Zambia, come indica la Farnesina, i titolari di passaporto italiano non devono chiedere il visto prima della partenza: all’arrivo viene apposto sul passaporto un timbro che consente 30 giorni di permanenza, prorogabili fino a 90. Il passaporto deve avere sei mesi di validità e tre pagine bianche; chi arriva in aereo deve avere il biglietto di ritorno. Oltre 5.000 dollari in contanti vanno dichiarati.
Lo Zimbabwe richiede il visto, con la procedura elettronica sul portale evisa.gov.zw; anche i moduli di arrivo ora si compilano online. Per chi visita le Cascate Vittoria da entrambi i lati c’è il KAZA UniVisa: 50 dollari, 30 giorni con più ingressi, copre Zambia e Zimbabwe e consente anche escursioni giornaliere in Botswana passando da Kazungula. Per gli italiani conviene soprattutto se si entra e si esce più volte dallo Zimbabwe, perché per lo Zambia da solo non serve chiedere il visto in anticipo. In Zimbabwe il contante è quasi introvabile agli sportelli: si arriva con dollari americani sufficienti.
Voli con scalo
Chi resta nell’area internazionale per poche ore in genere non ha bisogno di nulla. Le cose cambiano con le soste lunghe o con l’uscita dall’aeroporto: in Kenya, per esempio, chi non lascia l’aeroporto in transito non ha bisogno dell’eTA, chi esce sì. Gli scali possono incidere anche sul certificato di febbre gialla: ne parliamo nella guida Salute e sicurezza.
Come ti aiutiamo
Nel preventivo trovi l’elenco dei documenti necessari per il tuo itinerario, con i siti ufficiali e l’ordine in cui chiederli. Prima della partenza ti ricordiamo le scadenze. Se preferisci non fare da solo, ti accompagniamo passo passo nella compilazione delle richieste online. I costi di visti, eTA e assicurazioni obbligatorie locali (Kenya, Tanzania e Zanzibar) si pagano direttamente alle autorità e non sono compresi nella quota del viaggio.
Verificato l’11 ottobre 2026 sulle schede paese di Viaggiare Sicuri (Farnesina) e sui portali ufficiali dei singoli paesi. Regole e importi possono cambiare: prima di partire verifica sempre le fonti ufficiali indicate.