Il Madagascar si è staccato dall’Africa ottanta milioni di anni fa e da allora ha fatto da solo: circa il 90% delle specie che ci vivono non esiste in nessun altro posto. Lemuri, baobab, camaleonti, foreste spinose. Non è una destinazione da safari, è una destinazione da naturalisti e da viaggiatori pazienti: le distanze sono lunghe e le strade lente.
Quando andare
La stagione secca, da aprile a novembre, va bene per quasi tutti i circuiti. Da gennaio a marzo è stagione ciclonica, soprattutto sulla costa orientale: molte piste diventano impraticabili e gli Tsingy dell’ovest chiudono.
Le balene megattere a Sainte Marie si vedono da luglio a settembre; per il mare a Nosy Be e Ifaty il periodo migliore va da maggio a novembre. Mese per mese: quando andare in Madagascar.
Documenti e ingresso
Passaporto con almeno sei mesi di validità residua. Il visto turistico si fa all’arrivo in aeroporto o online su evisamada-mg.com: 30 euro fino a 15 giorni, di più per soggiorni lunghi. Per l’Ebola, il Madagascar può negare l’ingresso a chi nei 21 giorni precedenti ha soggiornato o fatto scalo in un paese colpito: ne teniamo conto nella scelta di voli e scali. Tutti i dettagli · Scheda Madagascar su Viaggiare Sicuri. Tutti i dettagli: visto e documenti per il Madagascar.
Salute
Nessuna vaccinazione obbligatoria arrivando dall’Italia. Profilassi antimalarica raccomandata su tutto il territorio, con rischio maggiore sulla costa. Fuori dalla capitale le strutture sanitarie sono limitate: la copertura per evacuazione sanitaria non è un optional. Acqua solo in bottiglia.
Cosa vedere
Andasibe-Analamazaotra: l’indri, il più grande lemure vivente. Tsingy di Bemaraha: pinnacoli calcarei patrimonio Unesco, percorsi da ponti sospesi. Viale dei Baobab: Adansonia grandidieri alti fino a trenta metri, da vedere al tramonto. Isalo: canyon di arenaria e piscine naturali. Ranomafana: foresta pluviale di montagna con dodici specie di lemuri. Nosy Be e le sue isole: Nosy Iranja, Nosy Komba, il parco marino di Nosy Tanikely.
Buono a sapersi
Lingue ufficiali malgascio e francese; l’inglese è poco diffuso fuori dalle strutture turistiche, ma le nostre guide parlano italiano. Le strade sono lente: sei o sette ore per tratte che sulla mappa sembrano brevi. L’ariary non si cambia fuori dal paese. Prese elettriche europee.