Safari in swahili vuol dire semplicemente viaggio. Nella pratica è una giornata scandita dagli animali, non da te: si esce all’alba perché è quando i predatori sono attivi, si rientra a metà giornata quando il caldo ferma tutto, si riparte nel tardo pomeriggio.
Come funziona una giornata
Sveglia tra le cinque e le sei. Tre o quattro ore di game drive, con la guida che cerca tracce, ascolta i richiami d’allarme e sa dove il branco ha dormito. Pranzo al sacco in un’area attrezzata o rientro in lodge. Nel pomeriggio si riesce, fino al tramonto, quando i parchi chiudono.
Non ci sono percorsi obbligati né orari da rispettare oltre questi. Su una jeep privata si decide insieme alla guida.
Cosa si vede, e cosa non si vede
I Big Five — leone, leopardo, elefante, bufalo, rinoceronte — sono un’espressione ereditata dalla caccia, non una classifica di bellezza. Il leopardo è il più difficile; il rinoceronte nero si vede quasi solo a Ngorongoro.
Nessuna guida seria ti promette un avvistamento. Chi lo fa sta vendendo una cosa che non controlla.
Privato o condiviso
Su una jeep condivisa con altri quattro passeggeri si rientra quando vogliono gli altri. Su una jeep privata ci si ferma quando serve, si resta un’ora su un leopardo se ne vale la pena, e si può parlare senza infastidire nessuno. Con i bambini non è un lusso: è la differenza tra un viaggio riuscito e uno faticoso.
Dove si fa
In Tanzania nei parchi del nord, attorno al Serengeti. In Kenya nel Masai Mara, con la possibilità di camminare a Hell’s Gate e sul Longonot. In Zambia a piedi, nel South Luangwa, dove il walking safari è nato. In Namibia guidando da soli, con le pozze di Etosha dove si aspetta seduti.
Quanto costa
Dai 3.500 euro a persona per un itinerario essenziale agli oltre 8.000 per lodge di categoria superiore, volo e assicurazione inclusi. La differenza la fanno la sistemazione, il numero di partecipanti e il periodo. Approfondisci in quanto costa un viaggio in Africa.