Viene raccontata come un appuntamento con una data. Non lo è. È un movimento continuo dentro l’ecosistema Serengeti-Mara, che segue la pioggia e l’erba nuova. La domanda giusta non è quando partire, ma dove saranno le mandrie nel periodo in cui parti.
Da dicembre a marzo: le pianure del sud
Le mandrie scendono nelle praterie brevi attorno a Ndutu, dentro l’area di Ngorongoro. L’erba è ricca di calcio e serve alle femmine in allattamento.
Attorno a febbraio nasce la maggior parte dei piccoli dell’anno, nell’arco di circa tre settimane. Le pianure sono aperte e offrono poco riparo: è il periodo con la più alta concentrazione di predatori dell’anno.
Aprile e maggio: verso ovest
Con le piogge lunghe le mandrie si spostano verso il centro e l’ovest. Sono i mesi meno frequentati: piste difficili, campi che chiudono, spostamenti imprevedibili. In compenso i parchi sono vuoti e i prezzi scendono.
Da giugno a luglio: il Grumeti
Le mandrie risalgono a nord-ovest e affrontano il primo ostacolo d’acqua, abitato da coccodrilli di taglia notevole. Attraversamenti meno spettacolari di quelli del Mara, ma molto meno affollati di veicoli.
Da luglio a settembre: il fiume Mara
È il momento delle fotografie. Le mandrie raggiungono il Serengeti settentrionale e attraversano il Mara, avanti e indietro, anche più volte. In settembre una parte passa nel Masai Mara keniota, mentre molte restano sul lato tanzaniano.
Una differenza che conviene conoscere: sul versante keniota c’è capacità per oltre cinquemila visitatori, su quello tanzaniano ci sono pochi campi tendati. Stesso spettacolo, pressione turistica molto diversa.
Una cosa che nessuno può promettere
Nessuno può garantire un attraversamento del fiume. Gli gnu decidono quando attraversare, a volte dopo ore di attesa sulla riva, a volte mai in quel punto. Chi te lo mette per contratto sta vendendo una cosa che non controlla.