Natura e fauna 2 min di lettura
I piccoli cinque: gli animali che nessuno ti dice di cercare
Tutti conoscono i Big Five. Pochi sanno che esiste la loro versione in miniatura, e che trovarla richiede più occhio di un leone sdraiato.
Redazione Weltweg
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I Big Five nascono dalla caccia: erano gli animali considerati più pericolosi da affrontare a piedi. I piccoli cinque nascono per contrasto, quasi come un gioco tra guide: cinque animali minuscoli che portano nel nome quelli grandi. Sono la scusa migliore per guardare la savana da vicino mentre tutte le jeep sono ferme attorno a un leone.
Il toporagno elefante
Non è un toporagno. Il sengi, come si chiama, è un piccolo mammifero con il muso lungo e mobile che ricorda una proboscide. Gli studi genetici lo collocano in un grande gruppo di mammiferi di origine africana di cui fanno parte anche gli elefanti: per una volta il nome non è solo una battuta.
Il formicaleone
Si cerca a terra, nella sabbia fine, dove compaiono piccoli crateri a imbuto. In fondo aspetta la larva del formicaleone: quando una formica scivola lungo le pareti, la fa cadere lanciandole addosso granelli di sabbia. L’insetto adulto, alato, è molto meno noto della sua trappola.
Lo scarabeo rinoceronte
Un coleottero con un corno sul capo, di solito più sviluppato nei maschi, che lo usano nelle lotte tra rivali. È spesso citato tra gli animali più forti del mondo in rapporto alle proprie dimensioni.
Il tessitore bufalo
Un uccello scuro, con il becco rosso nella specie più diffusa, che costruisce grandi nidi collettivi di rametti, spesso sulle acacie. Il nome viene, secondo la spiegazione più diffusa, dall’abitudine di seguire le mandrie di bufali, che sollevano gli insetti di cui si nutre.
La testuggine leopardo
Il carapace alto, a cupola, è macchiato di scuro su fondo chiaro, come il mantello del leopardo. È una delle testuggini più grandi dell’Africa continentale e capita spesso di incontrarla lungo le piste, mentre attraversa con tutta la calma possibile.
Perché cercarli
Perché obbligano a rallentare. Chi cerca solo i grandi animali passa ore in movimento tra un avvistamento e l’altro; chi guarda anche a terra scopre che la savana è piena di vita a ogni metro. E perché una guida che ti indica un imbuto nella sabbia sta dimostrando esattamente quello che serve in un safari: saper leggere il territorio, non solo seguire la radio.