Chi prenota Zanzibar guardando solo le fotografie rischia una sorpresa: sulla costa orientale, in certe ore, il mare si ritira per centinaia di metri e la laguna diventa una distesa di sabbia e alghe percorsa da chi raccoglie molluschi. È uno spettacolo, ma non è quello che si immaginava chi voleva nuotare dopo pranzo.
Il nord: Nungwi e Kendwa
Sulla punta settentrionale l’escursione di marea è minima e si fa il bagno a qualunque ora. È la zona più vivace, con ristoranti, locali e barche per le escursioni. In cambio è anche la più costruita e la più frequentata: chi cerca isolamento non lo trova qui.
L’est: Paje, Jambiani, Michamvi
Spiagge lunghissime, sabbia bianca finissima, villaggi ancora riconoscibili. È la costa del kitesurf, perché il vento è costante. Ma la marea comanda la giornata: ci si organizza attorno alle sue ore, e la piscina del resort diventa parte del piano, non un extra.
Stone Town
Non è una spiaggia ed è un errore saltarla. Patrimonio Unesco, un dedalo di vicoli, porte di legno intagliato, il mercato di Darajani e il museo dedicato alla memoria della schiavitù — Zanzibar è stata uno dei principali mercati dell’Oceano Indiano, e la città non lo nasconde. Bastano una o due notti, di solito all’inizio.
Come scegliamo noi
Dopo un safari, che è fisicamente impegnativo, quasi sempre consigliamo il nord: si arriva stanchi e si vuole entrare in acqua senza guardare le tabelle di marea. L’est ha senso per chi resta più a lungo, per chi fa kite, o per chi cerca un posto più silenzioso e sa a cosa va incontro.
Una cosa da sapere prima di prenotare
Dal 1º ottobre 2024 per entrare a Zanzibar è obbligatoria un’assicurazione sanitaria locale della Zanzibar Insurance Corporation, da acquistare sul portale governativo: 44 dollari dai 18 anni, 22 dai 3 ai 17. Vale 92 giorni, non copre la Tanzania continentale e va comprata anche se si ha già una polizza privata. Senza il QR code l’imbarco può essere negato.
